
Lazy boy
Sono nato e vivo a Genova, sebbene per lavoro abbia sempre viaggiato molto, in Italia e all’estero.
Ho iniziato a fotografare da bambino con delle compattine a pellicola, poi un lungo black-out: ero giovane, il tempo correva e forse mi sembrava assurdo congelarlo dentro a dei fotogrammi (prova a dirlo oggi agli influencer).
Nel 2000 sono in trasferta in Estremo Oriente: compro per sfizio una delle prime fotocamere digitali, una scatoletta di metallo marchiata Sanyo – ma non facevano condizionatori? – con una risoluzione che oggi farebbe tenerezza.
Una decina d’anni dopo passo alla reflex, frequento un corso base e alcuni workshop per capire cosa mi piacerebbe fare da grande (va detto che non mi è ancora chiaro).
Partecipo a qualche concorso e a un paio di mostre collettive, in cui si prediligono sempre le foto belle a quelle buone: le mie, miracolosamente, riescono a non appartenere a nessuna delle due categorie.
Nel 2020, fra un lockdown e l’altro, ho frequentato un corso di fotogiornalismo organizzato da Witness Journal a Bologna. Il progetto per il corso, realizzato in un paio di giornate, finisce sulla loro rivista online [LINK].
Nel 2023 ho esposto un paio di lavori alla libreria Mondadori di Sestri Ponente. Le gentilissime libraie devono essersi probabilmente dimenticate di avere le mie foto appese in negozio, perchè ci sono state per quasi 4 mesi.

Mi piacciono la Street, il reportage di viaggio e il fotogiornalismo, ma il Pesto Genovese al mortaio mi riesce meglio.
“Alcune foto non sono fotografie. Sono immagini con una faccia sopra. Non sono foto cattive, anzi sono molto carine, ma le buone fotografie sono quelle che mostrano ciò che nessuno di solito vede o vuol vedere..”
Elliott Erwitt